L’inibizione del complemento C5 ha ampliato le opzioni terapeutiche nella miastenia gravis generalizzata. Il contributo analizza le evidenze degli studi registrativi e i più recenti dati Real World su eculizumab e ravulizumab, approfondendone l’impatto sul controllo dei sintomi, sulle diverse dimensioni della MG-ADL, sul ricorso ai corticosteroidi e sulle ospedalizzazioni.DiapositiveRiservato ai medici neurologi
La presentazione offre un aggiornamento sui meccanismi patogenetici della miastenia gravis e sul ruolo dell’inibizione del complemento, con focus sugli anticorpi anti-C5. Vengono discussi dati di efficacia e sicurezza, inclusi aspetti vaccinali, e le evidenze real-world su eculizumab e ravulizumab. I risultati confermano un rapido onset d’azione, miglioramenti clinici sostenuti e riduzione delle terapie concomitanti, supportando l’impiego di queste strategie nei pazienti refrattari. DiapositiveRiservato ai medici neurologi
La miastenia gravis è una malattia autoimmune eterogenea caratterizzata da meccanismi patogenetici ben definiti che hanno permesso lo sviluppo di terapie mirate. Oltre al trattamento convenzionale con anticolinesterasici e immunosoppressori, negli ultimi anni sono stati introdotti farmaci biologici diretti contro specifici target immunologici, come complemento, FcRn e linfociti B. Queste strategie hanno dimostrato elevata efficacia e buona tollerabilità, aprendo la strada a un approccio terapeutico sempre più personalizzato nella gestione della malattia.DiapositiveRiservato ai medici neurologi
Il trial di fase 3 CHAMPION-NMOSD e la sua estensione a lungo termine hanno valutato efficacia e sicurezza di ravulizumab nei pazienti con NMOSD AQP4-positiva. Il trattamento ha dimostrato una marcata riduzione del rischio di ricaduta, con assenza di relapse osservate durante il follow-up prolungato, stabilità o miglioramento della disabilità e possibilità di ridurre le terapie immunosoppressive concomitanti. Il profilo di sicurezza è risultato coerente con i dati già noti.DiapositiveRiservato ai medici neurologi
La NMOSD è una patologia autoimmune associata a un elevato rischio di disabilità irreversibile, anche fin dal primo attacco. I dati real-world e le evidenze cliniche indicano che le ricadute possono determinare un peggioramento permanente, contribuendo all’accumulo di disabilità. Viene presentato il caso di una paziente con esordio severo AQP4+, trattata precocemente con ravulizumab dopo steroidi e PLEX, con rapido controllo di malattia, assenza di recidive e buon profilo di sicurezza anche in corso di chemioterapia concomitante.
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La presentazione analizza il ruolo dell’attivazione del complemento nella NMOSD AQP4-IgG+, principale determinante della severità degli attacchi e dell’accumulo di disabilità, prevalentemente relapse-correlata (>95%). Vengono discussi dati su PIRA, lesioni asintomatiche e biomarcatori sierici (GFAP, NfL). L’inibizione terminale di C5 con ravulizumab si associa a riduzione di GFAP/NfL, assenza di nuove attività clinico-radiologiche e prevenzione della progressione.
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